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Questo articolo è dedicato ai freelancer. Una precisazione doverosa per quanti invece sono alla ricerca di informazioni per sostenere un colloquio di lavoro su Skype per un posto da dipendente.

A grandi linee, una grossa differenza non c’è. Ma sono i  dettagli quelli che contano.

Ciò che cambia, quando sostieni un colloquio per un contratto di lavoro subordinato oppure per una collaborazione in qualità di lavoratore con partita Iva, è la mentalità.

Mindset, in gergo.

Che poi dovrebbe essere la stessa ma purtroppo nella realtà non lo è.

Cosa significa di preciso?

Che nel momento in cui si è alla ricerca di nuove opportunità lavorative, le due parti chiamate in causa (ovvero il candidato e l’azienda) si “scelgono” a vicenda.

Fanno una “chiacchierata” per capire se sono fatti l’uno per l’altra.

Ma ovviamente sappiamo che purtroppo non è così. Già essere chiamati per un colloquio è un’impresa, figuriamoci il turbinio di emozioni che ci assale, nel momento in cui qualcuno ci propone un colloquio!

Non solo diventiamo insicuri di qualsiasi cosa che ci riguardi ma nell’immediato ci poniamo in un atteggiamento di sottomissione, come se ottenere il lavoro fosse una gentile concessione per la quale essere grati a vita.

Sappiamo bene che non è così, eppure capisco anche chi, in periodi di crisi, si pone fin dal colloquio, in qualità di subordinato.

Purtroppo oggigiorno la situazione non è molto differente per i freelancer.

Per tale motivo, anche se stai attivamente cercando lavoro come dipendente, ho motivo di credere che questo articolo sarà utile anche a te.

La concorrenza sul web aumenta ogni giorno di più e trovare nuove collaborazioni rappresenta una grande sfida anche per i freelancer.

Cosa fare nel momento in cui ti contatta un potenziale cliente?

E soprattutto quali sono gli errori da evitare, di cui ti accorgi un attimo dopo aver chiuso la videochiamata?

Ecco una panoramica sull’argomento, basata anche sulle mie esperienze personali al riguardo (e gli errori di percorso commessi).

Consigli per colloquio di lavoro su Skype

In realtà l’intervista conoscitiva o esplorativa al telefono esiste da tanto tempo, certamente in epoca ante- Covid. Diciamo che oggigiorno, proprio a causa delle restrizioni dovute al contenimento della pandemia, il colloquio di lavoro su Skype è diventata una prassi.

Ed è proprio online che si decidono le sorti di una eventuale nuova collaborazione.

Quando sei un lavoratore autonomo, le occasioni di colloquio di lavoro su Skype sono certamente più numerose. Infatti è molto più probabile incorrere in aziende o agenzie alla ricerca di collaboratori freelance e non di dipendenti.

Ad ogni modo è sempre come se fosse la prima volta! Ed è indispensabile prepararsi in maniera adeguata per poter giungere preparati a un colloquio di almeno una mezz’oretta, da svolgere in assoluta tranquillità.

I consigli che qui di seguito ti presento, per svolgere un colloquio di lavoro su Skype, riguardano essenzialmente la fase del suo svolgimento.

Partiamo infatti dal presupposto che tu abbia messo in atto già tutti quei piccoli accorgimenti (assolutamente indispensabili!) per poter inoltrare la videochiamata e iniziare a parlare col tuo interlocutore.

Mi riferisco nello specifico a :

  • test audio-video di Skype (non c’è bisogno di scaricare nulla, lo attivi subito online)
  • verifica dello sfondo, per controllare con esattezza cosa inquadra la webcam alle tue spalle
  • scaletta dei punti importanti da toccare nel corso del colloquio o domande da porre
  • cura dell’abbigliamento e in generale, dell’aspetto fisico

Fatto questo, sistemati alla tua postazione, rigorosamente nel tuo studio in casa, e fai partire la chiamata. Di solito è l’azienda cliente o l’agenzia che invia un link per il collegamento, ad esempio utilizzando Calendly. Va da sé allora che devi essere tu a chiamare.

Come comportarsi nel bel mezzo del colloquio di lavoro su Skype?

Sorridi, sempre. In maniera discreta, educata, senza lasciarti andare a grasse risate se magari l’altro fa una battuta

Guarda sempre il monitor e la videocamera, non abbassare la testa magari per scrivere o scorrere le notifiche sul cellulare

Non innervosirti se la connessione è lenta o non riesci a vedere bene l’interlocutore. D’altronde di questi tempi è abbastanza comune che capitino inconvenienti di questo genere

Controlla la postura e non rilassarti troppo sulla scrivania o magari dondolando/roteando sulla sedia

Colloquio di lavoro su Skype: domande

La maggior parte della domande poste nel corso di un colloquio di lavoro, riguardano la tipologia del lavoro da freelance, l’esperienza avuta con gli altri clienti, qualche esempio di lavoro già svolto (portfolio).

Ad esempio, tra le domande possibili a cui prepararti, troviamo:

  • Lavori più di frequente con agenzie, aziende o privati? Per clientela B2C oppure B2B? Perché?
  • Qual è stata l’esperienza più bella che hai avuto lavorativamente, quella che ami raccontare?
  • Quali erano le tue aspettative riguardo a questa chiamata? Come ti è sembrata?

Ovviamente le risposte non sono e non possono essere le stesse per tutti. Infatti sono strettamente collegate al proprio percorso professionale e ognuno di noi selezionerà quelle migliori, a proprio giudizio, da mettere in evidenza.

Ciò che conta però è non perdere mai il controllo sul tipo di esposizione e comunicazione che tieni nel corso della chiamata.

Per questo ti consiglio di proseguire la lettura e scoprire quali sono gli errori in cui potresti cadere senza neppure accorgertene.

E pensare che “devo essere semplicemente me stesso e andrà tutto bene”, non è un atteggiamento che paga, quando si parla di lavoro.

Colloquio di lavoro su Skype: gli errori da evitare!

Qual è l’errore più grande in cui puoi incorrere, sostenendo un colloquio da casa?

Ovattato tra le rassicuranti mura della tua casa, l’atteggiamento che devi contrastare più volte, nel corso della tua chiacchierata, è quello di lasciarti andare troppo a un tono informale, confidenziale e amichevole.

Oramai siamo così abituati alle videochiamate coi nonni, familiari, con gli amici magari su WhatsApp che ci viene naturale parlare secondo questa modalità.

Il rischio però, nel momento in cui manca la giusta “tensione” tipica invece di un colloquio di lavoro tradizionale, è di abbassare troppo la guardia e di trattare l’interlocutore come una conoscenza di vecchia data.

Il tu agevola la comunicazione ma continua a pensare al “lei”

Ebbene sì, dare del tu nel corso delle videochiamate online è ormai usuale, a parte qualche caso specifico (se ad esempio l’inerlocutore è uomo e continua a darti del lei, non mi sento personalmente di dargli del tu).

Il rischio però, accentuato proprio dal fatto di essere nella propria casa, è quello di dilungarsi su aspetti poco rilevanti per la posizione ricercata o al racconto di aneddoti personali, proprio come se si stesse parlando con un amico.

Per questo motivo ti consiglio di utilizzare comunque il tu, per eliminare le barriere e rendere la comunicazione più scorrevole, ma tenendo a mente il “lei”, per selezionare a monte le informazioni da trasmettere.

Mostrati professionale e organizzata

Certamente, in tempi di pandemia, lavorare da casa comporta anche una convivenza costante con gli altri componenti della famiglia, bambini compresi ovviamente.

Il fatto però è che la call di lavoro è programmata in anticipo.

Quindi un potenziale cliente si aspetta che ti sia adeguatamente organizzata per dedicare il massimo dell’attenzione e della concentrazione a ciò che vi direte.

Il che è assolutamente comprensibile.

Evita quindi le incursioni in studio da parte dei più piccoli e avvisa anche il partner che sei impegnata in un colloquio di lavoro su Skype. Infatti abitando nella stessa casa, può succedere di insistere nel citofonare o suonare il campanello in attesa di una risposta oppure di accendere la tv o la radio.

Ad ogni modo le eccezioni capitano: ad esempio un mio cliente aveva bisogno di un confronto urgente nel pomeriggio inoltrato e ho specificato che comunque avrei avuto le bambine con me.

In un’altra occasione invece, hanno chiuso le scuole dalla sera alla mattina, non sono riuscita ad organizzarmi con i nonni e mi sono ritrovata a dover fare una videochiamata senza telecamera (il che non accade mai) perché la piccola non voleva saperne di uscire dallo studio.

È vero, si trattava comunque di clienti che mi conoscono già da tempo: se invece si tratta del primo contatto di lavoro con una determinata persona, meglio evitare e prevedere anche un piano B.

Come affrontare un colloquio di lavoro su Skype (mindset)

Concludo questo articolo, con un riferimento che, secondo me è obbligato, e che riguarda la corretta mentalità per farlo (il mindset).

Come già accennato, è proprio questo che fa la differenza, non solo tra chi è in cerca di lavoro come dipendente oppure chi desidera cogliere le nuove opportunità di una collaborazione freelance.

Ciò che è bene tenere a mente nel corso di una call di lavoro, è che la conversazione non deve essere soltanto informativa bensì comunicativa. La stessa considerazione in realtà vale anche per la realizzazione del curriculum e della lettera di presentazione, che spesso nulla dice di noi stessi ma riporta numeri, fatturato, obiettivi e risultati raggiunti e altri dettagli che poco saltano all’occhio di un potenziale nuovo cliente.

Ciò che invece fa e farà sempre di più la differenza, nel prossimo futuro “digitale” è trasmettere chi siamo davvero, raccontare il nostro percorso e le nostre conquiste personali, senza cadere nella trappola della confidenza e dell’informalità.

Ed è davvero molto difficile!

Trovare la giusta combinazione  tra soft skill e human skill, tra competenze trasversali per il lavoro (quelle tecniche le diamo per scontate) e le qualità giuste per proporsi all’altro, interagire, coinvolgere.

Infine un piccolo bonus, che arriva dritto dalla mia esperienza personale.

Come comportarsi quando ricevi una proposta di colloquio di lavoro su Skype da parte di un’azienda che sai già essere distante dal tuo settore di riferimento e dalla tua esperienza sul campo?

Io personalmente non sento di rifiutare a priori una chiamata conoscitiva. In fondo non sai neppure quali siano le esigenze specifiche del potenziale cliente o la sua offerta di collaborazione per te.

Ciò a cui devi prepararti invece (e qui un paio di volte ho commesso uno sbaglio) è di sapere dire di no al termine della chiamata. Rifiutare la proposta. Non l’ho fatto, ritrovandomi in un caso a redigere un articolo di prova su un argomento distante anni luce da me e, in un secondo caso, a rendermi disponibile eventualmente per la collaborazione, pur sapendo che il mio profilo non combaciava con quello richiesto.

Infatti in entrambi i casi non ho ricevuto (né richiesto) un feedback successivo al colloquio.

Se stai per affrontare un colloquio di lavoro su Skype e hai bisogno di una panoramica su curriculum, presentazione, profilo Linkedin o altri consigli, puoi richiedere una consulenza con me tramite il modulo contatti o la chat WhatsApp in basso a destra.

 

Natalia Piemontese

Natalia Piemontese

Sono Natalia, un Master in Risorse Umane, due figlie e dal 2009 sul web come ghostwriter e copywriter. Ho collaborato con decine di blog professionali e scritto libri, dedicandomi in particolare a business e tematiche del lavoro. Siccome sono sopravvissuta (felicemente), posso aiutarti a creare il tuo brand e gestire un blog.

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