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Cosa è l’effetto alone? E cosa significa? Si tratta -secondo la definizione da manuale- di un bias cognitivo, vale a dire di un processo mentale che, partendo da una sola caratteristica, estende il giudizio a tutto l’insieme.

Sul profilo Instagram di Creatori di Brand, ne parlavamo già un paio di anni fa. Ora il concetto è sotto la luce dei riflettori, per via del caso Ferragni.

Approfondiamo nuovamente l’argomento soprattutto per capire qual è la sua importanza per chi lavora online ed è sempre in cerca di nuove collaborazioni.

In che modo l’effetto alone influenza la percezione di una persona

Sicuramente, ognuno di noi ha notato che stando con persone “che contano” automaticamente anche noi siamo apprezzati. Se invece ci affianchiamo a persone non proprio “ben viste”, anche noi siamo giudicati negativamente, senza che neppure gli altri ci conoscano davvero.

Il rischio, in questi casi, è che tutto si concentri su un giudizio o pregiudizio, senza che nessuno vada a concentrarsi invece su competenze, capacità e qualità.

Ad esempio, in fase di colloquio di lavoro, una persona che da tutti è considerata attraente potrebbe ricevere un trattamento preferenziale rispetto ad altre persone.

Chi lavora online, d’altro canto, deve prestare molta attenzione a una molteplicità di aspetti che potrebbero indurre un pregiudizio e che quasi mai hanno a che vedere con le reali competenze di quelle persone.

Però, è altrettanto certo che anche i comportamenti, gli atteggiamenti, i coinvolgimenti in pubblico di una persona (politici, sociali) nonché la sua vita privata, possono influenzare in positivo o negativo la percezione che gli altri hanno su di lei.

Il caso Ferragni di queste ultime settimane rappresenta un esempio lampante di effetto alone in negativo.

Cos’è The Halo Effect: il caso Ferragni

The Halo Effect altro non è dunque che l’effetto alone di cui stiamo parlando. In sostanza, partendo da un bias o pregiudizio si crea un alone che lascia un segno in tutta l’azienda. L’intera immagine del brand Ferragni, che i consumatori hanno, è ora condizionato (in negativo) dal comportamento sbagliato messo in atto dall’imprenditrice.

Nulla conta più, né le capacità a livello imprenditoriale, né i successi nel tempo, né i traguardi raggiunti. Trattandosi di una professionista, un errore del genere non trova scampo sui social, tanto da far sgretolare un impero intero.

Lo stesso Fedez, suo marito, si dissocia sui social, proprio per timore di quell’effetto alone che potrebbe trascinare anche lui nel baratro.

Effetto alone: l’importanza di curare il brand per chi lavora online

Continuando con il caso Ferragni, tanto per citare esempi dell’effetto alone, avendo puntato tutto sulla propria immagine pubblica e sulla sua bellezza, l’imprenditrice digitale sta ora pagando un prezzo elevatissimo per questa scelta.

Il passo falso (molto grave) non è stato perdonato e ora sta pagando lo scotto di questi “errori” di comunicazione, come lei stessa li ha definiti, nei confronti di pubblicità ingannevoli e beneficienza fasulla.

Quale lezione possiamo imparare noi che lavoriamo online, da tutta questa vicenda? Sicuramente, che il web non è il posto adatto per mentire ai propri clienti. La trasparenza paga e la serietà professionale dà i suoi frutti nel tempo.

In secondo luogo, bisogna fare sempre una buona “prima” impressione online, in maniera tale che, proprio grazie all’effetto alone, tutto il brand ne possa beneficiare.

Cosa fare nel quotidiano, dunque? Ecco come curare il tuo brand:

mantieni l’estetica del brand curata, dal sito ai social, dalla pubblicità al catalogo dei prodotti

interagisci con altri brand e trova collaborazioni

scegli il tuo punto di forza, la tua caratteristica migliore e raccontala sempre.

Il successo di un brand sta nella sua capacità di coinvolgere, emozionare, far sognare a occhi aperti, insomma nel racconto (storytelling) che fa di sé a chi ha deciso di seguirlo.

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Natalia Piemontese

Sono Natalia, un Master in Risorse Umane, due figlie e dal 2009 sul web come redattrice e copywriter freelance. Ho collaborato con decine di blog professionali e scritto libri, dedicandomi in particolare a business e tematiche del lavoro. Siccome sono sopravvissuta (felicemente), posso aiutarti a creare il tuo brand e a gestire un blog.

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