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Tutti coloro che iniziano a lavorare in maniera autonoma, di solito lo fanno avvalendosi della possibilità di “prestazione occasionale”. Si tratta di un lavoro eseguito una tantum, in modo saltuario, occasionale: insomma non continuativo né basato su un rapporto con il cliente duraturo nel tempo.

In effetti, agli inizi i lavoratori freelance accettano numerosi lavoretti, hanno contatti saltuari con tanti clienti diversi. Queste condizioni permettono di lavorare regolarmente secondo le modalità della prestazione occasionale (non più di 30 giorni lavorativi all’anno per ogni singolo cliente).

Facciamo un esempio. Se hai un cliente che ti richiede un lavoro pari a 100,00€, alla consegna dovrai emettere una notula calcolando l’importo da ricevere (pari all’80% del totale). Il restante 20% invece va indicato sotto la voce ritenuta d’acconto. È il cliente che la trattiene, impegnandosi però a versarla come sostituto d’imposta. Tu, in qualità di freelancer, puoi richiedere il rimborso della somma in sede di dichiarazione dei redditi.

Queste indicazioni restano valide se il cliente è in Italia. Se invece ha sede all’estero, le cose cambiano: ne abbiamo parlato in questo articolo.

Quando il freelancer deve passare alla partita iva?

Nel momento in cui le collaborazioni diventano stabili, emettendo ad esempio ogni mese una fattura per lo stesso cliente o agenzia, allora si impone l’apertura di una propria posizione fiscale come libero professionista.

Il passaggio dalla prestazione occasionale alla partita Iva non riguarda il fatturato annuo dunque, come erroneamente si crede. Come abbiamo visto invece dipende soltanto dalla natura della prestazione, se occasionale o continuativa. Nel momento in cui si supera la soglia di 5 mila euro all’anno di fatturato, è obbligatorio aprire una posizione presso la Gestione Separata Inps, indipendentemente dal fatto che tu stia lavorando con ritenuta d’acconto oppure partita Iva.

Quindi per concludere puoi avere 3 mila euro di fatturato ma senza posizione previdenziale Inps oppure guadagnare anche più di 5 mila euro all’anno in ritenuta d’acconto, ma con l’obbligo a questo punto di versare i contributi Inps.

Natalia Piemontese

Sono Natalia, un Master in Risorse Umane, due figlie e dal 2009 sul web come redattrice e copywriter freelance. Ho collaborato con decine di blog professionali e scritto libri, dedicandomi in particolare a business e tematiche del lavoro. Siccome sono sopravvissuta (felicemente), posso aiutarti a creare il tuo brand e a gestire un blog.

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