Care mamme e cari freelancer, eccoci arrivati al primo giorno di feste che “ufficialmente” inaugura il periodo natalizio. Noi che siamo abituati a stare a casa, a lavorare nel nostro studio davanti al pc, che non vediamo l’ira di mettere il naso fuori per fare shopping o un po’ di sport.

Per tutti noi – e per il resto della popolazione italiana- questo periodo di feste natalizie sarà invece all’insegna dell’isolamento e del divieto di poter uscire.

Fin qui nulla in contrario, se il fine è il bene comune e di chi condivide la nostra vita, giorno dopo giorno. Ma da qui ad affermare, come leggo su vari blog e riviste, che comunque trascorreremo un Natale “speciale”, autentico, vero, intimo e blablabla, il passo è davvero lungo. Troppo lungo. Azzardatissimo.

Natale 2020: per me non diventa speciale

Natale è sempre Natale e già fare l’albero con i nostri figli ci mette di buon umore. Siamo mogli e mamme e sicuramente renderemo la nostra casa accogliente e piena d’amore. Ma Natale è una festa e se non puoi condividerla, non è poi così speciale.

No, io non voglio vederci nulla di speciale in un Natale senza i miei genitori, mio fratello, mia nipote, le zie, il nonno, le cugine a loro volta con i loro figli, i nuovi fidanzati e fidanzate.

Pugliesi doc, fino a 25 persone da mia nonna, ogni anno un passeggino in più… Embè? Che problema c’è?!

Mi spiace per chi in fondo si sente “sollevato”, per chi pensa che non avrà l’incombenza dei regali e per chi nella sua vita ha trascorso il Natale con “gente” indesiderata. Ma per me non è mai stato così.

Sono “uscita” di casa a 19 anni e, dopo l’Università, ho lavorato in giro per l’Europa. Ovunque mi trovassi, sapevo già dove avrei trascorso il Natale. La “prima” nipote che aiuta ad apparecchiare e servire, mangiando poi l’ultimo pezzo di lasagna rimasto (ovviamente ghiacciato) in una confusione da mal di testa.

Natale è il tempo da trascorrere dai miei genitori nella mia casa natale, dove tornare bambina… La settimana dell’anno spensierata come l’infanzia, senza pensieri né preoccupazioni. Il tempo dell’attesa, dell’avvento di Nostro Signore, della scelta dei regali nei pomeriggi freddi in giro per i negozi, con la musica e le canzoncine di Natale nei mercatini e non due click su Amazon, davanti a un computer.

Non voglio abbinare la parola speciale a questo Natale 2020, non voglio che lo sia, per la grande paura che possiamo abituarci anche a questo e perdere tutto.

E porto nel mio nome di battesimo tutta la magia del Natale, che lotterò affinché rimanga speciale nel vero senso del termine.

Natalia

Natalia Piemontese

Natalia Piemontese

Sono Natalia, mamma freelancer e da più di 10 anni lavoro sul web come ghostwriter. Ho contribuito a decine di blog professionali e scritto libri, dedicandomi in particolare a business e tematiche del lavoro. Siccome sono sopravvissuta (felicemente), spero di poterti essere utile nel gestire il tuo blog e aiutarti a creare il tuo brand.

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