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In passato, accettare uno stipendio basso era considerata una possibilità al massimo in fase di “stage”, al termine degli studi.

Oggi però la situazione lavorativa è sempre più fluida e richiede flessibilità. Soprattutto per chi vuole acquisire competenze digitali oppure cambiare settore, perché in crisi.

Meglio puntare sullo stipendio o sull’esperienza acquisita nel campo di lavoro

Chi ha già tutte le competenze necessarie per ricoprire al meglio il ruolo offerto e in più ha già maturato esperienza nel campo, non è il caso che accetti un lavoro sottopagato.

E lo stesso vale anche per i compensi dei lavoratori freelance. Per quanto non si possa parlare di stipendio (è improprio), la logica da seguire è la stessa. Non si deve accettare di farsi sottopagare neppure se non si è un dipendente, bensì un libero professionista con partita Iva.

Se il settore in cui si lavoro è ormai in crisi, ad esempio, o si ha bisogno di una riqualificazione professionale, allora vale la pena aprirsi ad altre possibilità.

Ecco i casi in cui dire sì a uno stipendio basso (o a un compenso) è conveniente.

Accettare uno stipendio basso: quando l’esperienza è davvero formativa

La questione è spinosa fin da quando si esce dall’Università. I giovani neolaureati spesso rifiutano anche un tirocinio formativo, tenendo conto che oggi in Italia il trend è quello della paga bassa e dello sfruttamento ad oltranza.

Ma non tutte le aziende sono così e bisogna assumersi la propria parte di rischio. Un periodo realmente formativo non può che giovare al curriculum, anche se la paga è bassa. E bisogna anche mettere in conto che l’azienda alla fine non assumerà. Non va dato per scontato.

Però, se l’esperienza è stata davvero valida, allora sarà possibile candidarsi per offerte di lavoro vere e proprie e non accettare più “semplici” stage.

Stipendio basso: 3 casi in cui dire di sì

Dunque, come abbiamo appena precisato, accettare una retribuzione bassa vale la pena nel momento in cui è la prima volta che si mettono alla prova le competenze acquisite con lo studio e pertanto non si ha esperienza dimostrabile in quel settore.

Un tirocinio formativo, in queste circostanze, rappresenta anche un ottimo modo per iniziare a realizzare il proprio portfolio.

Ma ci sono altri 3 casi in cui è opportuno accettare uno stipendio basso.

Il tuo settore è in crisi (oppure lo sei tu)

Ebbene sì, soprattutto dopo anni di lavoro in un campo specifico, può venire voglia di cambiare e riqualificarsi. In questi casi però, bisogna tener conto che se l’azienda ci sta offrendo formazione non può garantirci anche una retribuzione da senior

Vuoi acquisire competenze digitali

Come accennato in apertura di articolo, oggigiorno il mondo del lavoro richiede una flessibilità e una capacità di adattamento superiore a quanto necessario in passato.

Soprattutto chi è già oltre la soglia degli “anta” potrebbe non avere le competenze digitali che invece oggi le aziende reputano essenziali.

Per questo motivo, se ci offrono un corso di formazione sulle digital skill, mentre lavoriamo senza retribuzione (o con uno stipendio basso), potremmo dire di sì.

Vuoi metterti in proprio

L’azienda per la quale lavoravi da dipendente ha chiuso oppure non ne puoi più di farti sfruttare e vuoi metterti in proprio.

In questo caso, il consiglio è di pianificare al meglio il “passaggio”, accettando di fare gavetta nel mondo freelance, senza lasciare il tuo posto da dipendente, perlomeno in un primo periodo.

Per quanto tempo è accettabile percepire uno stipendio basso, pur di favorire la propria crescita professionale

Una riflessione, in questo senso, è d’obbligo perché il rischio dietro l’angolo è quello di ritrovarsi in un circolo vizioso di tirocini senza fine.

Può accadere infatti che, al termine del periodo formativo, l’azienda in questione non assuma. Ecco allora che si cerca un’altra opportunità. Ma, come spesso accade, ogni azienda vuole formare il personale secondo i propri parametri, senza tenere conto di quello che è avvenuto fino a quel momento (e magari presso un’azienda concorrente).

Ecco che allora si corre il rischio di rincorrere uno stage dopo l’altro, pur avendo ormai le competenze richieste per occupare la posizione lavorativa (e retribuita) vacante.

Il consiglio allora è di non farsi trascinare nel vortice. Una volta acquisite competenze e un minimo di esperienza, è più che lecito volersi candidare per un posto di lavoro vero e proprio.

Si può sempre continuare a investire sulla propria crescita personale e professionale (anzi è d’obbligo per rimanere al passo coi tempi) ma in autoformazione oppure partecipando ai corsi di aggiornamento in sede aziendale.

 

 

Natalia Piemontese

Sono Natalia, un Master in Risorse Umane, due figlie e dal 2009 sul web come redattrice e copywriter freelance. Ho collaborato con decine di blog professionali e scritto libri, dedicandomi in particolare a business e tematiche del lavoro. Siccome sono sopravvissuta (felicemente), posso aiutarti a creare il tuo brand e a gestire un blog.

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