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Se anche il curriculum va bene per trovare lavoro, un recruiter su due decide di scartarlo, dopo aver visionato i social del candidato.

Trovare lavoro può risultare complicato, soprattutto se sono i profili social dei candidati stessi a ostacolarli.

Lo dimostra una ricerca curata da Adecco Group, che ha preso in considerazione un campione di 500 selezionatori del personale. Ebbene, se fino a 10 anni fa solo il 12% guardava i profili social, ora ben il 51% lo fa. E spesso diventa il motivo per cui il curriculum viene cestinato.

Reputazione online: per trovare lavoro, occhio ai social

Se ben la metà dei recruiter scarta il cv di un potenziale candidato, dopo aver dato un’occhiata ai suoi social, significa che ciò che postiamo nel quotidiano contribuisce a costruire un’immagine negativa di noi stessi.

E questo avviene in maniera assolutamente inconsapevole, perché se ci rendessimo conto di come gli altri ci vedono attraverso i social, probabilmente cambieremmo tipo di strategia, nelle pubblicazioni.

In altre parole, ciò che pubblichiamo, soprattutto foto e commenti, rimandano un’immagine di noi che non piace all’esterno, perlomeno se parliamo di aziende che cercano risorse da assumere.

Il 37% dei selezionatori afferma di aver scartato il cv dopo aver visto foto giudicate inappropriate sul profilo social del candidato (si pensi a scatti in cui si è seminudi o in cui si beve alcol ad esempio).

Il 27% ha invece deciso di cestinare il cv a causa di commenti che lasciano trasparire tratti della personalità non apprezzati in azienda ( uso di linguaggio volgare ad esempio, italiano sgrammaticato oppure irascibilità e aggressività e via di seguito).

Il 17% di loro invece ha bocciato i curricula di potenziali candidati che inneggiano a pratiche discriminatorie o pubblicano commenti dispregiativi e sessisti.

Social recruiting: quali candidati cercano le aziende

Queste informazioni sono senza dubbio utili per chi è seriamente alla ricerca di un lavoro. Possono infatti diventare un vademecum in base al quale fare un po’ di pulizia sulle proprie bacheche social e allinearsi a ciò che il mercato del lavoro richiede oggigiorno.

L’obiettivo è quello di costruire un personal branding in rete, selezionando a monte i contenuti da pubblicare e prestando attenzione alle interazioni con le altre persone e con i proprio follower nei commenti.

Bisogna tenere a mente che oggigiorno il cosiddetto social screening (ovvero la selezione attraverso i profili social di un possibile candidato) è una tecnica di selezione del personale, adottata dalla maggioranza degli addetti alle risorse umane.

Il curriculum è dunque solo il primo step di un processo che tiene conto di ben altri elementi, per arrivare a selezionare il candidato perfetto per una specifica posizione lavorativa.

Il 65% dei selezionatori cerca, attraverso i social, ulteriori informazioni di tipo professionale che riguardano quella persona nello specifico.

Il 47% di loro invece si focalizza su foto e commenti per cercare di farsi un’idea sulla personalità del candidato.

Puoi trovare un lavoro se non usi i social media?

Ben evidentemente, non esiste un obbligo in questo senso e anche il cv di chi non usa i social network partecipa ai processi di selezione finalizzati all’assunzione.

Il punto chiave della questione però resta un altro: nel momento in cui si usano i social media e si curano le pubblicazioni sui propri profili di Facebook o Instagram, così come di LinkedIn, bisogna prestare attenzione al tipo di foto che si pubblica, ai post che si condividono e ai commenti che si lasciano nelle varie discussioni.

Proprio LinkedIn a oggi è considerato il social più “professionale” di tutti: lo utilizza il 96% dei selezionatori. E ben il 60% ha intercettato dei professionisti su questo social di spontanea volontà, senza che il diretto interessato abbia mai inviato un curriculum a quell’azienda in particolare.

Natalia Piemontese

Sono Natalia, un Master in Risorse Umane, due figlie e dal 2009 sul web come redattrice e copywriter freelance. Ho collaborato con decine di blog professionali e scritto libri, dedicandomi in particolare a business e tematiche del lavoro. Siccome sono sopravvissuta (felicemente), posso aiutarti a creare il tuo brand e a gestire un blog.

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